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	<modified>2008-05-11T16:58:33+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Le chiese di Ruvo]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Per tradizione la prima comunit&agrave; cristiana in Ruvo &egrave; nata con S. Cleto nel 44 d.C., ostacolata nello svolgimento dei riti, pratic&ograve; il culto nella terma romana su cui sorse la chiesa di S. Cleto detta poi del Purgatorio. </p>
<p><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00"><strong>CHIESA DEL PURGATORIO</strong></font> (Largo S. Cleto su Via Cattedrale) Sita in via Cattedrale, presenta una facciata rettangolare in pietra calcarea, disadorna di decorazioni. Sempre all'esterno, da notare la piccola torre campanaria di stile barocco, in contraddizione con la gravit&agrave; e severit&agrave; dell'intera facciata. Lo spazio interno &egrave; suddiviso in due navate con volta a botte, delle quali la destra &egrave; di successiva realizzazione, risalente al 1643. Il nucleo pi&ugrave; antico corrisponde alla navata situata a nord, al di sopra della &quot;Grotta di S. Cleto&quot;. All'interno del tempio, di particolare rilievo &egrave; il polittico del 1537, opera di autore che si firma Z.T.. Tale polittico rappresenta la Vergine e il Bambino con ai lati i Santi Biagio e Cleto, mentre nella parte inferiore della tavola sono raffigurati i fratelli incappucciati della Confraternita di S. Cleto fondata anteriormente al 1537. Altre opere presenti sono: la Madonna del Suffragio di C. Platamura (1643); la statua lignea di S. Cleto di ignoto (XVI secolo) e la statua della Piet&agrave;, che il Sabato Santo viene portata in processione dalla Confraternita del Purgatorio. </p>
<p><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00"><strong>GROTTA DI S. CLETO</strong></font> Situata al di sotto della Chiesa del Purgatorio, presenta pianta rettangolare con volta a botte. La tradizione locale vuole che in questo ambiente si siano rifugiati i primi fedeli, per praticare il culto cristiano, sotto la guida spirituale di Cleto, considerato primo Vescovo di Ruvo e poi terzo Papa. In realt&agrave; il sito risale al II secolo d.C. ed &egrave; da identificarsi in un ambiente termale di et&agrave; romana. Di forma rettangolare, con le pareti ad Est e Ovest realizzate in opus reticolatum (tipico rivestimento termale romano), con la presenza sul pavimento contiguo alla parete Ovest di un pozzo, tale ambiente molto probabilmente faceva parte di un com&not;plesso termale pi&ugrave; ampio situato lungo uno dei due assi generatori dell'impianto viario dell'antica Rubi, corrispondente attualmente alla via Cattedrale. All'interno della &quot;grotta&quot; &egrave; collocata su di un altare la statua di S. Cleto, realizzata in pietra calcarea dove un tempo vi si leggeva una iscrizione in lettere gotiche: &quot;Non temete, io sono Cleto primo Vescovo di Ruvo, terzo dopo Pietro che prego per voi&quot;. </p>
<p><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00"><strong>CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO</strong></font> (Corso Piave) Fu sede dei Minori Osservanti, sorge su di un pi&ugrave; antico inse&not;diamento, ove si stabilirono i monaci basiliani. La tradizione vuole che l'origine dell'insediamento sia legato al passaggio di S. Francesco per Ruvo. Il convento fu ripristinato e restaurato nel XV secolo mentre l'annessa chiesa successivamente croll&ograve;, come attesta una Bolla di papa Niccol&ograve; V redatta nel 1449. La costruzione della nuova chiesa, avviata il 27 settembre 1744, ebbe il suo compimento nel 1755, come si evince dall'iscrizione incisa sull'architrave del portale della chiesa. La facciata, esempio di architettura tardobarocca, si ar&not;ticola su due ordini: quello inferiore, scandito da lesene, accoglie un portale architravato, sormontato da una nicchia con la statua di S. Michele Arcangelo. Il registro superiore &egrave; invece coronato da un timpano curvilineo concluso lateralmente dai due pinnacoli e dalle volute. I due ordini sono poi raccordati dal sinuoso movimento della facciata sottolineato dalla cornice marcapiano e dalle paraste situate ai lati del portale. L'interno coperto da volta a botte con unghie e costituito da unica navata con sei cappelle laterali, offre una vera e propria galleria di opere d'arte. Il dipinto pi&ugrave; noto &egrave; quello di Gaspare Hovic, pittore fiammingo, raffigurante l'Adorazio&not;ne dei Magi, datato 1613, posto sulla controfacciata al di sopra del portale di ingresso. Altre opere che nella chiesa si conservano sono: la Madonna degli Angeli di G. Hovic del 1618; S. Bonaventura e S. Bernardino di ignoto del '700; S. Eligio; S. Michele, Crocifisso, opere lignee del '700, il Lavabo in pietra del Seicento situato nell'attuale sacrestia ed infine un pregevole organo settecentesco. Di notevole interesse &egrave; l'annesso corpo conventuale, attualmente adibito a sede della Casa di Riposo &quot;Maria Maddalena Spada&quot;, che mantiene intatta la sua antica struttura. In particolare, nel chiostro quadrangolare, con campate coperte da volta a crociera, si conservano le lunette affresca&not;te. Si tratta di un ciclo barocco, di matrice francescana, fra i pi&ugrave; interessanti che si conservi in Puglia. </p>
<p><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00"><strong>CHIESA DELL'ANNUNZIATA</strong></font> (Largo Annunziata) Tale chiesa riprende lo stesso nome della chiesa del com&not;plesso di Calentano. Eretta nel 1377 nei pressi della Cattedra&not;le, aveva l'ingresso principale sul prospetto che si affaccia su Via S. Caterina, dove sono an&not;cora visibili i resti del portale medioevale. Accanto a questi vi &egrave; un'iscrizione gotica che ri&not;corda l'erezione della chiesa da parte dei maestri Giobbe da Giovinazzo e Andrea da Ruvo a devozione di una certa Romata, presumibilmente moglie di quel Nicolaus Judas, sepolto all'interno del sito. L'attuale in&not;gresso &egrave; invece situato nella fa&not;mosa piazzetta ove fu rinvenu&not;ta una importantissima epigrafe appartenuta molto probabil&not;mente ad un monumento di et&agrave; romana dedicato a Gordia&not;no III. Riaperta e ristrutturata dal Vescovo Don Tonino Bello, intorno agli anni '80, unita&not;mente alla chiesetta di S. Ca&not;terina, &egrave; destinata ad essere la sede dell'Archivio Diocesano. Da notare all'interno una pala che rappresenta l'Annuncio dell'Arcangelo Gabriele alla Vergine del 1758. Circa la chiesetta di S. Caterina, di cui sopra, essa fu fatta erigere du&not;rante il dominio dei Carafa. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA MADONNA DELLE GRAZIE</font></strong> (Viale Madonna delle Grazie) E' situata sul tracciato della vecchia consolare Traiana, mentre attualmente &egrave; stata quasi inglobata nell'abitato e accerchiata dalla zona indu&not;striale. Fu edificata nel 1645 accanto ad una precedente cappella di stile romanico (oggi adibita a sacrestia) in cui si venerava un affresco della Vergine. L'esterno si presenta molto sobrio, mentre lo spazio interno &egrave; definito, oltre che dall'altare maggiore, da una singola navata corredata da quattro altari laterali. Di note&not;vole rilievo &egrave; l'affresco risalen&not;te, quasi certamente ad et&agrave; me&not;dievale, che raffigura una Ma&not;donna con Bambino, origina&not;riamente collocato nella antica cappella. Nel Seicento fu tra&not;sferito nella nuova chiesa e in&not;castonato in un apparato ba&not;rocco interamente affrescato riproducente illusorie spazialit&agrave;. </p>
<p><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00"><strong>CHIESA DI SAN DOMENICO</strong></font> (Piazza Bovio) Chiesa ed annesso Convento furono costruiti intorno al 1560 e completati successivamente, sui ruderi di un pi&ugrave; antico complesso. Notevole impulso, dopo i Domenicani, fu dato dai padri Scolopi, per la co&not;struzione di detta chiesa, i qua&not;li vi risiedettero fino al 1866. La chiesa ebbe notevole importanza per essere stata sede vicaria dei Domenicani in Puglia. L'impianto &egrave; a navata unica con cappelle e cupola nella campata antistante l'altare maggiore cos&igrave; come dettato dai canoni architettonici controri&not;formistici. La facciata fu ultima&not;ta nella met&agrave; dell'Ottocento con accenti neoclassici, mentre l'interno della chiesa &egrave; organiz&not;zato secondo un linguaggio architettonico di impronta tardo-barocca e neoclassica. Al '600 risalgono l'altare maggiore e gli altari del S. Cuore e del&not;l'Addolorata. Di notevole pre&not;gio sono alcune tele presenti nella chiesa come: &quot;La Madon&not;na del Rosario&quot; di Alonzo de Cordoba del 1604; &quot;La Madon&not;na delle Grazie con i Santi&quot; di Fabrizio Santafede (1560-1634); &quot;La Purificazione della Vergine&quot; del 700; &quot;S. Vincenzo Ferrieri&quot; di Ignoto del 700. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DI S. VITO O DEL CARMINE</font></strong> (Vico Carmine) Ha subito vari interventi che ne hanno modificato la forma originaria, i pi&ugrave; significativi fra il 1683 e il 1713. Privata di un'ala, si presenta quasi con&not;tratta; il campanile, invece, di pianta quadrata con un'orga&not;nizzazione architettonica particolarmente slanciata &egrave; da far risalire al 1881, su progetto dell'Ing. Pomodoro. L'interno &egrave; coperto da una volta a botte parzialmente affrescata. Di no&not;tevole rilievo una pala che raffigura S.Vito con S.Modesto e S.Crescenzia del pittore Ales&not;sandro Fracanzaro datata 1621; un'altra pala che raffigura &quot;La nativit&agrave; del Redentore&quot; del pit&not;tore Abbate Claudio datata 1624 e numerose altre opere di notevole pregio. Da questa chiesa ha inizio, il Venerd&igrave; San&not;to, la processione dei &quot;Misteri&quot; curata dalla arciconfraternita del Carmine. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DI S. GIACOMO APOSTOLO</font></strong> (Corso Ettore Carafa) Fu edificata nel 1869 dall'archi&not;tetto Comes di Bitonto, sui re&not;sti di una antica chiesetta gerosolomitana. La facciata del tempio &egrave; ripartita in due regi&not;stri, scanditi da lesene e sor&not;montata dal timpano. L'interno e costituito da un'unica navata, coperta con volta a botte, con annessa una cappella. Di parti&not;colare interesse risultano gli af&not;freschi della cappella laterale, in quanto rappresentano gli episodi che determinarono le origini della festa dell'Ottavario, e il Cristo Redentore (sul&not;l&rsquo;altare), a destra del quale &egrave; ri&not;prodotta, in miniatura, la catte&not;drale di Ruvo. Nella chiesa &egrave; anche conservata una pregevo&not;le tela del '700 che raffigura Sant'Anna. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DI S. MARIA E S. LUCA</font></strong> (Via Le Monache) Conosciuta come chiesa dei Santi Medici dai Ruvesi, &egrave; sita nei pressi della Piazza dell&rsquo;Orologio. Chiesa inizialmente appartenuta alla famiglia Te&not;stini, successivamente nel 1942 fu donata al Capitolo. La sua edificazione, risale all'ultimo decennio del XIII secolo d.C.. Da notare il mausoleo in pietra calcarea, realizzato nel XVII se&not;colo sul quale vi sono riportati gli stemmi delle famiglie Mazzacane-Caputi a cui &egrave; lega&not;ta la storia del sito. Presenta un'unica navata che si incrocia col presbiterio dove trovasi l'altare maggiore. Il campanile in stile neo-romanico costitui&not;sce un intervento successivo (1963). E' detta anche dei Santi Medici a devozione dei santi Cosma e Damiano, a cui il po&not;polo ruvese &egrave; molto devoto poich&eacute;, nel 1952, fu qui trasfe&not;rito dalla Cattedrale il gruppo statuario dei Santi Medici. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DEL S.S. REDENTORE</font></strong> (Piazza Giacomo Matteotti) Posta la prima pietra il 1 Aprile 1900 da Mons. Pasquale Berardi dopo la terribile pestilen&not;za del 1886, fu aperta al culto il 10 Agosto del 1902. La fac&not;ciata, in stile neo-rinascimentale, eseguita su progetto dell'ingegner Egidio Beccuzzi, presenta un portico con quat&not;tro coppie di colonne slanciate che terminano con capitelli in stile ionico. Il prospetto &egrave; do&not;minato da una finestra di note&not;voli dimensioni affiancata da due nicchie. La facciata fu ulti&not;mata nel 1953 con la costruzio&not;ne del frontone e l'apposizione della statua in pietra del Redentore, avente un'altezza pari a mt. 2,50, opera di Plinio Frigo da Vicenza. L'interno, a navata unica, con quattro cap&not;pelle laterali per ciascun lato scandite da semicolonne termi&not;nanti con capitelli in stile corinzio, presenta marcati ac&not;centi neoclassici. Di particolare interesse, oltre che pregio la collezione di statue in legno opera di Mussner di Ortisei. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA E CONVENTO DEI CAPPUCCINI</font></strong> (Via Don Minzoni) La costruzione del complesso ha inizio nel 1607. In questa chiesa, chiamata dai ruvesi S. Lucia, &egrave; venerata con particola&not;re devozione S. Lucia, protettrice della vista. L'interno si pre&not;senta a due navate, di cui la maggiore pi&ugrave; alta rispetto a quella minore. Di particolare rilievo: &quot;II Crocifisso&quot; ligneo del XVIII secolo, alcuni dipinti olio su tela che rappresentano S. Cleto e S. Biagio entrambi del XVIII secolo, &quot;Madonna e Santi&quot; firmato A. Gliri P. del I676 posto sul terzo altare del&not;la navata destra di notevole pregio e valore. A nord della chiesetta &egrave; invece, situato il piccolo ma suggestivo chiostro seicentesco. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DI CALENTANO</font></strong> (Provinciale Ruvo-Calentano) II Santuario, dedicato all'Annunziata, dista 8 Km. da Ruvo e si trova a quota 400 mt. sul livello del mare. Gi&agrave; dal 1392, si hanno notizie della chiesetta, che fu poi ampliata nel 1433 cos&igrave; come si pu&ograve; dedurre da una iscrizione gotica presente nella piccola sacrestia, che co&not;stitu&igrave; il primo nucleo dell'impianto religioso. L'ambiente consiste di un vano rettan&not;golare con volta a botte con&not;cluso da un'abside, nella cui calotta si trovano tracce di af&not;freschi risalenti al '400. L'attua&not;le chiesa fu invece restaurata nel '700 mentre l'affresco situa&not;to sulla parete dell'altare di im&not;pronta bizantina risale all'et&agrave; medioevale. Le due chiesette sono poi inserite in un com&not;plesso edilizio pi&ugrave; ampio com&not;prendente la canonica propriamente detta nonch&eacute; alcuni resti di una casa baronale e una abitazione destinata al ve&not;scovo di Ruvo. Il santuario &egrave; fulcro di una sagra campestre che si tiene ogni anno il 25 Marzo, festa appunto dell'Annunziata, occasione privilegiata, fra l'altro, delle pri&not;me scampagnate primaverili favorite dalla salubrit&agrave; dell'aria per la presenza di boschi presenti nelle vicinanze. Nella zona &egrave; sorto un centro turistico-residenziale denominato Borgo S. Francesco. </p>
<p><strong><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffff00">CHIESA DI S. ROCCO</font></strong> (Piazza Giacomo Matteotti) La chiesa fu costruita e consacrata nel 1503 per ricordare lo scampato pericolo da una terribile pestilenza che aveva decimato la popolazione ruvese. Accolse i tredici cava&not;lieri francesi, che qui assistettero alla messa prima di battersi nella famosa Disfida di Barletta del 13 Febbraio 1503 contro gli Ita&not;liani. Una lapide, ubicata sulla porta della chiesa che si affaccia su Piazza Matteotti, testimonia e ricorda che la predetta fu rico&not;struita nel 1645. Da questa chiesa la matti&not;na del Gioved&igrave; Santo, viene condotto in processione da quaranta portatori il sugge&not;stivo gruppo statuario della Deposizione di Ges&ugrave;, conosciuto dai ruvesi come &quot;Gli Otto Santi&quot;,datato 1920, opera di scuola leccese, quasi certamente da attribuirsi a Raffaele Caletto. Altre chiese e parrocchie esistenti in Ruvo sono: la Chiesa dell'Immacolata sul lato Nord dell'estramurale Scarlatti; la Chiesa della Santa Famiglia sul lato Sud dell&rsquo;estramurale; la Cappella di Don Bosco presso l'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice su Corso A. Jatta. </p>]]></content>
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